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June 14
Vabbe', capita anche di divertirsi, di trovare robetta si lusso.
Per esempio questa sera, a Fontaneto d'Agogna.
arrivo
domani arrivo
anche se ormai so bene che non servirà
che il Sacro non è più sacro
che limpido non è più puro
che forse nemmeno mi riconoscerà
che andarci solo non avrà più nessun senso
ché il sacro è ora il vero
che il vero non è più
so bene che cinque giorni non sposteranno il fiume
non ne devieranno il corso nato dalla grotta
perso nella palude
June 13
Lo so
è la tua risposta
la pace delle tue mani
è le tue mani fredde sui miei occhi
Lo so
che io solo posso
ancora
e solo
tra le tue mani trovar pace
madre - sorella - figlia -
Madre, madre

Scorpione (23 ottobre - 21 novembre)
Una lettrice lesbica che si firma Manolenta Veloce mi ha scritto per chiedere consiglio. Il suo istinto passionale di Scorpione è ossessionato dalle amazzoni selvagge, ma così trascura le donne affettuose e materne che il suo lato più tenero vorrebbe. È meglio avere qualcuno con cui correre, mi chiede, o qualcuno che ti massaggia i piedi alla fine della corsa? Anche se non sei alla ricerca di un amore, Scorpione, penso che questa sia un’ottima metafora del tuo dilemma attuale. Devi scegliere ciò che infiamma il tuo spirito con emozioni forti, o quello che nutre la tua anima e ti rilassa profondamente? Secondo me c’è almeno un 30 per cento di possibilità che tu possa avere entrambe le cose.
L'oroscopo di Rob Brezsny June 12
Bella, che ci importa del mondo verremo perdonati te lo dico io da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.
Ti sembra tutto visto tutto già fatto tutto quell'avvenire già avvenuto scritto, corretto e interpretato da altri meglio che da te.
Bella, non ho mica vent'anni ne ho molti di meno e questo vuol dire (capirai) responsabilità perciò…
Volami addosso se questo è un valzer volami addosso qualunque cosa sia abbraccia la mia giacca sotto il glicine e fammi correre inciampa piuttosto che tacere e domanda piuttosto che aspettare.
Stancami e parlami abbracciami guarda dietro le mie spalle poi racconta e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te.
Mi vedi pulito pettinato ho proprio l'aria di un campo rifiorito e tu sei il genio scaltro della bellezza che il tempo non sfiora ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi sul ciglio del prato di cicale con l'orchestra che suona fili d'erba e fisarmoniche (ti dico).
Bella, che ci importa del mondo.
Stancami e parlami abbracciami fruga dentro le mie tasche poi perdonami sorridi guarda questo tempo che arriva con te guarda quanto tempo arriva con te.
Il bacio sulla bocca - Ivano Fossati June 09
Persa l'Europa, persa la provincia, persi tutti i comuni (della mia zona). Un'amica affranta, stanca, l'ha chiamata Caporetto.
Quante vite e quante morti per conquistarla, invano. Kobarid è oggi un paesino molto carino e tranquillo, gerani alla finestre, una verdissima valle, con un fiume limpido ricco e dolce.
Ci si arriva senza incontrare barriere né subire controlli, si compra e si paga con le nostre monete. La gente è cordiale e ti sorride. Anche gli austriaci, come noi, armati solo di canne di bambù. A volte, basta aspettare che si diradi il fumo, che secchi il sangue.

June 08
pochi giorni ancora al Sacro Fiume
ancora lui attende tranquillo
sa che non mancherò
non sa, non ancora
che di me arriverà un pezzo in meno
lui non sa, non ancora
perché l’ho lasciato il giorno prima

May 31
OGGI IL MIO UMORE
è il bar dell'idroscalo nel mese di novembre è una gita in torpedone con vendita di pentole è un controviale buio invaso da rumene.
è una cosa da assoluto marciapiede.
oggi, non mi sento tanto bene.
POMERIGGIO SPIRITUALE
eccetto il mio castoro di peluche non ho altro interlocutore.
nessuna pastiglia in cui confidare.
nessun saggio oracolo mi può rivelare: il quando il perché e l'estaa dinamica di come è finito un mio sacco d'amore nel sacco adibito alla spazzatura organica.
TRAMONTO ROSA BIBITA CHE SPEZZA LE GINOCCHIA
arde forte sul lago-buco del mio cuore: mi si è incastrato del dolore nella bocca il tempo è gelido, ma bruciano le ore.
Poesie d'amore per ragazze kamikaze - Francesca Genti

May 23 «Che cosa vuoi mettere a posto?».
Lo guardai negli occhi e scoppiai a ridere. Non è possibile che dica sul serio!, pensai. Una volta trascorso un certo periodo di tempo, non c’è più nulla che si «possa mettere a posto» tra gli esseri umani; questa verità disperata la compresi allora, mentre sedevamo fianco a fianco sulla panchina di pietra. Si vive, e nel frattempo si ripara, si aggiusta, si edifica e più tardi qualche volta si distrugge la propria esistenza; ma con il passare del tempo ci si accorge che l’insieme, così come si è formato a causa degli errori e grazie all’intervento del caso, non è modificabile. Lajos non poteva più farci niente. Quando qualcuno riemerge dal passato per annunciare con voce commossa di voler mettere a posto ogni cosa, si può soltanto compiangerlo, o sorridere delle sue intenzioni; il tempo ha già messo a posto tutto, a modo suo, nell’unico modo possibile. «Lascia perdere, Lajos. Naturalmente siamo tutti felici di vederti… te e i ragazzi. Non conosciamo i tuoi progetti ma siamo lieti di averti di nuovo tra noi. Non parliamo più del passato. Tu non devi niente a nessuno». Appena ebbi pronunciato quelle parole, mi accorsi di essermi lasciata trascinare a mia volta dalle circostanze; stavo pronunciando anch’io delle frasi enfatiche il cui contenuto, sotto sotto, era menzognero. Soltanto un eccesso di sentimentalismo e il mio stato di confusione avevano potuto indurmi a sostenere che il passato non esisteva più e che Lajos non doveva niente a nessuno. Avvertimmo entrambi quella stonatura e abbassammo gli occhi, fissando lo sguardo sui ciotoli del vialetto.
Sei un giocatore così strano… uno che non gioca con le carte, ma con le passioni e gli esseri umani. Io ero una delle regine nella tua partita. Poi ti sei alzato dal tavolo da gioco e te ne sei andato… perché? Perché ti eri stancato. Sei andato via semplicemente perché ne avevi abbastanza. Questa è la verità. Una verità spaventosa, immorale. Una donna si può gettare via come una scatola di fiammiferi perché uno ha un temperamento passionale, perché il suo carattere è fatto così, magari perché non riesce a legarsi a una donna sola oppure cerca di arrivare in alto e usa tutto e tutti come mezzi per raggiungere il suo scopo. È qualcosa che riesco a capire… Una mascalzonata, che però ha qualcosa di umano. Ma gettare via qualcuno per semplice distrazione… è peggio di una mascalzonata. Per un comportamento simile non esistono scusanti, perché è disumano. Mi capisci ora?

L’eredità di Eszter – Sándor Márai
May 13

Ieri sera l'ho rivista, a Magenta, in un altro spettacolo. Ci sono cose, e persone, che rendono migliore il mondo, che lo fonriscono di un senso.
April 28
Ti senti angosciata dal pensiero della morte? Io ho soltanto una tremenda paura dei dolori. Brutto segno. Per il resto si può arrischiare la morte. Uno è stato mandato fuori come colomba biblica, non ha trovato niente e s'infila di nuovo nell'arca buia: ecco tutto.
Lettere a Milena - Franz Kafka
December 11
La saggezza nei detti. Non tutti i mali vengono per nuocere, per esempio. Ieri mattina, al risveglio l'occhio va speranzoso alla finestra, a vedere il mondo di fuori. La luce è tanta nonostante il giorno sia ancora lontano. Continua a nevicare, quanto e ancor più di quando avevo preso a dormire. Ne ha messa giù davvero tanta. Alzarmi?, Barba doccia caffè? E poi salire in macchina? Infiniti chilometri a passo d'uomo, imprecando, scivolando, sbandando? Freddo bagnato e inzaccherato? E magari anche fermarmi per montare le catene, gelarmi le mani, bestemmiare ogni divinità perché le dita non rispondono ai comandi? Ma anche no, grazie. Salto un giro, oggi. Mi volto dall'altra parte e provo a riaddormentarmi, con un piacere che arriva dal profondo, struggendomi come un gatto vicino al caminetto. Ringrazio per questo regalo, una giornata tranquilla, di pace.
Oggi è domani, le strade sono percorribili anche se non pulite, rieccomi in pista. November 19
Quando un chiodo cade sul legno dà l’impressione di essere arrivato proprio nel luogo mirato, non d’essere finito in uno qualunque dei punti utili. Porta con sé il centro, come un dolore fisico. Il dolore come il chiodo là dove penetra ordina lo spazio intorno.
Aceto, arcobaleno - Erri De Luca
October 30
Ti aspetto nel buio ho l’abito rosso stretto alle spalle le scarpe sbagliate non so a chi ti accosti a chi stringi le mani ma ovunque rimani io sono metà
perle e cristalli riunirsi in un filo compagni di un unico giro che insieme invecchieranno non spegne l’inverno non brucia il calore per chiunque ti vuole io sono metà
richiuderò gli occhi nel gelo fontane per quanto sian profondi i tagli asciugheranno mi tengo i tuoi segni mi spetta il tuo odore a chiunque ti vuole io sono metà
October 19
Non hai questa presa su di me, dico, ma di più, hai morsa, io sto con te innamorato come un pezzo tra due ganasce, tu mi tieni, mi lascio tenere perché tu mi vuoi e non trovo al mondo chi sa volere un persona, spendere tutta questa volontà.
Ti voglio, dice, mi spetti e a te spetta di allargare braccia e tenermi.
Ti amo per amore e per disgusto di uomini, ti amo perché sei integro anche se sei avanzo di altra vita, ti amo perché il pezzo che resta vale l’intero e ti amo per esclusione degli altri pezzi spersi.
Tre cavalli - Erri De Luca October 08
Davanti a una donna sento il napoletano che è voglia di farla ridere.
Senza risate prima, i baci sono sciapi. Questo non glielo dico.
da "Tre cavalli" - Erri De Luca
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Il bacio della vita
un apostrofo rosa
pallido
tra le parole
stai fermo, non ti muovere
'
grazie
12/07/07
October 07
Essendo in terra di dei
devo pensare che sia stato Eolo
oggi magnanimo
a graziarmi
Afrodite no
mi manchi dentro
- lc -
Grazie. In vita mia nulla di più esaltante mi era stato riservato. September 17
Love's Strategems
But these maneuverings to avoid
The touching of hands,
These shifts to keep the eyes employed
On objects more or less neutral
(As honor, for time being, commands)
Will hardly prevent their downfall.
Stronger medicines are needed.
Already they find
None of their strategems have succeeded,
Nor would have, no,
Not had their eyes been stricken blind,
Hands cut off at the elbow.
- Donald Justice -
é uno struggente e bellissimo regalo, ricevuto ieri
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Stratagemmi d’amore
Ma tutto quest’armeggiare ad evitare
il contatto di mani
questi movimenti a tener occupati gli occhi
su oggetti più o meno neutri
(l'onore, il futuro, l'autorità)
difficilmente impediranno il tracollo
Rimedi più forti ci vogliono
già sanno
che nessuno dei loro stratagemmi ha funzionato
né avrebbe potuto, no,
come non funzionò accecarsi gli occhi
né le mani tagliate al gomito
- la traduzione è mia, non me ne vogliate - August 28 Che faccia tutto il male che vuole. Giaceva immobile e aspettava il dolore a lui ben noto. Si immaginava che adesso, dopo quello che era appena accaduto, di fronte all'assoluta certezza, il dolore, che fino a quel momento gli aveva dato solo un assaggio della sua forza, lo avrebbe stravolto come un tifone, facendolo roteare per aria. Forse strappandogli addirittura un braccio o una gamba. Non sarebbe stata la prima volta. Ma non sentiva nulla. Sbadigliò. Pronunciò quel nome familiare una volta, sottovoce, e siccome l'audacia e la provocazione non comportarono alcuna conseguenza, lo ripeté ancora due volte di seguito, sfacciatamente a mezza voce. Ora devo fare molta attenzione, pensò. Forse ne morirò, ma una cosa del genere non succede da un'ora all'altra: devo osservare tutto con attenzione, come chi si inocula il bacillo della peste. Forse in seguito potrò essere d'aiuto a qualcun altro.
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Aspettava i segni con impazienza: l'infezione avrebbe già dovuto manifestarsi, di lì a qualche minuto avrebbe certamente avvertito i primi sintomi, forse sarebbe cominciata con un semplice mal di testa oppure come la setticemia e l'erisipela, con un foruncolo insignificante - gli streptococchi, generalmente innocui, provocano infiammazioni in certi punti del corpo. Forse dovrei rievocare qualche dettaglio, pensò. Gliene vennero alla mente parecchi in quel momento, ma non uno dietro l'altro, bensì a grappolo, una mano, una scarpa, l'inflessione della voce, un'inferriata all'angolo di una strada dalle parti dell'École Militaire. I dettagli rispondevano con prontezza al suo appello, il grappolo ondeggiava davanti ai suoi occhi, ma non provava alcun desiderio di strappare qualche acino. Lo colse una specie di sgomento. Forse sono guarito, pensò allarmato, e si mise seduto sul letto. Forse non è neppure vero. Infatti qui non c'è niente, proprio niente. Sedeva con aria spaurita, sbattendo le palpebre. In quell'istante il dolore lo afferrò - ecco ancora quello spasmo, tra il cuore e lo stomaco -, lo afferrò e lo gettò nuovamente sul letto. Ricadde supino. Gli occhiali gli scivolarono di mano. È peggio di quanto credessi, pensò mezzo stordito, e gli venne in mente, con una sorta di lieto sgomento, che in fin dei conti «qualcosa c'era». Rannicchiò le ginocchia allo stomaco, come chi si contorce dal dolore, e con ritmo regolare, rantolando lievemente, cominciò a singhiozzare.
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Io non devo più rispondere di niente a nessuno. Ho fatto tutto quello che può fare un essere umano. Ho fatto il mio dovere. Senza dubbio, sono profondamente cattolico. Era la prima volta che lo pensava,e ne fu sorpreso. Ho fatto tutto ciò che era mio dovere fare. Quanto meno, ho dato a Cesare quel che è di Cesare... Senza riserve. Sono anche partito per riposarmi. Ormai non è più il caso di parlare dei miei doveri, adesso bisogna soltanto cercare di salvare il salvabile. Giacque a lungo così, a occhi aperti. Poi, come se stesse dettando la propria confessione alla polizia, in tono netto e deciso pensò, sbarrando gli occhi nel buio: Ormai è emerso con certezza che, malgrado le mie migliori intenzioni, non riesco a vivere senza di lei. Che peccato. Aspirò l'ultima boccata, spense con cura la cicca sulla lastra di marmo del comodino, si voltò verso il muro e si addormentò di colpo.
frammenti da: L'ISOLA - Sándor Màrai
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